Efficientamento energetico e autosufficienza energetica

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Abbiamo fatto di  questo argomento  un obiettivo costante, utilizzando al meglio l’esperienza acquisita con le realizzazioni fatte  e con un aggiornamento continuo, oltre che con la dotazione di strumenti di rilevamento adeguati e di programmi di calcolo certificati.

Interventi sugli edifici esistenti

Partendo da una diagnosi energetica di un edificio esistente, abbiamo constatato assieme ai proprietari, che la valutazione di possibili risparmi energetici va di pari passo con quella di una possibile miglior comfort interno, anche in rapporto alle condizioni climatiche peggiorative che sembra di dover affrontare in futuro.

E’ un processo che va suddiviso in varie fasi di analisi e controllo preliminare e che individua le opzioni, le scelte e i vari compromessi praticabili, da inquadrare nella fattibilità economica, calcolando  la vita utile di tutte le componenti dell’edificio-impianto.

Il progresso tecnologico è anche uno degli elementi da tenere presente in quanto una tecnologia nuova o un componente sostitutivo rivoluzionario nei materiali, può costituire una valida ragione per il suo utilizzo.

Infine aspetti fiscali e finanziari possono rendere non solo auspicabile ma anche vantaggiosa una sostituzione.

I metodi di verifica che noi usiamo comprendono sia le classiche metodologie di analisi finanziaria sia a quelle multicriteriali che possono trovare applicazione nelle valutazioni di aspetti non monetizzabili della materia ingegneristica, come ad esempio quelli relativi alla qualità dell’ambiente interno.

La nuova certificazione energetica in Sardegna

Importanti novità legislative e normative stanno per modificare profondamente la certificazione energetica degli edifici.

Dopo il 2 ottobre 2014 con l’uscita delle norme UNI 11.300-1 e 11.300-2 revisione 2014, il quadro normativo nazionale che oggi regolamenta il mondo del progetto e della certificazione energetica subisce un cambiamento accelerato.

Dopo la legge 10 del 1991 (e prima ancora la 373), la legge  192 del 2005 ha fornito il quadro generale di tutto ciò che è progetto e certificazione.

Il suo decreto attuativo successivo (d.d.P.R. 59 del 2 aprile 2009) è entrato  nel merito del progetto mentre il d.m. 26.6.2009 ha descritto  come fare a certificare e a classificare gli edifici .

Il decreto d.m. 26.6.2009 ha in particolare stabilito che gli edifici vanno classificati in funzione del fabbisogno di energia primaria non rinnovabile (Epglnr)  dato dalla somma del fabbisogno per il riscaldamento e per l’ acqua calda sanitaria.

Attualmente i calcoli sono fatti in base alle quattro norme tecniche UNITS 11300: la 1 e 2 revisione 2014, la 3 al momento non utilizzata in quanto tratta il raffrescamento, la 4 revisione 2012 sulle fonti rinnovabili,  inoltre va utilizzata la raccomandazione 14 del CTI del febbraio 2013 che da indicazioni sui calcoli mensili delle quote di energia da un mese con l’altro.

Presto le norme UNI si arricchiranno di altre due norme 11300: la parte 5 e la parte 6.

La parte 5 dovrebbe uscire tra qualche mese, la parte 6 verso la fine del presente anno 2015.

La parte 5 sostituirà la raccomandazione 14 del CTI in merito al calcolo delle diverse quote, mese per mese, di energia primaria. Sarà importante perché rivedrà tutto ciò che è legato al fotovoltaico.

La parte 6 servirà per il calcolo dell’energia primaria per gli ascensori e le scale mobili.

Dobbiamo inoltre tener conto della legge 90 del 3 agosto 2013, (già pubblicata dapprima  sotto forma di d.d.l. 63 del  4 giugno 2013 e poi trasformata in legge il 3 agosto del 2013), ha aggiornato  la legge 192 del 2005, modificando tutto ciò che è legato al progetto e alla certificazione.

Essendo questo il quadro normativo,  è importante rilevare però che con la sostituzione delle norme parti 1 e 2 delle norme  11300, dopo il 2 ottobre 2014 il modo di certificare e progettare subisce e subirà ancora ulteriori notevoli modifiche.

Dalle bozze dei decreti attuativi che devono uscire, si coglie che viene ridefinito l’ Epglnr ossia l’indicatore di energia primaria globale non rinnovabile che classifica gli edifici.

La differenza sostanziale sarà  che questa Epgl sarà composta sia dal fabbisogno per la climatizzazione invernale che di quella estiva, più l’acqua calda sanitaria, più la ventilazione e illuminazione. Ciò vuol dire che classificheremo gli edifici in funzione del comportamento su 365 giorni all’anno e non più sul comportamento invernale.

E’ un cambiamento molto importante, soprattutto in Sardegna, perché porta a fare una serie di valutazioni sia in fase di classificazione ma anche in fase di progetto che sono diverse dalle semplici verifiche in trasmittanza .

Noi ragioniamo da anni sui gradi giorno e sulla trasmittanza e questo è corretto quando ragioniamo per il comportamento  invernale dell’edificio perché ragioniamo in regime statico: la trasmittanza U deve essere bassa e abbiamo le nostre zone climatiche che sono legate semplicemente ai gradi giorno.

Ma tutto cambia quando progettiamo il nuovo fabbisogno energetico che verrà valutato anche in funzione del fabbisogno di energia primaria estivo. Questo porterà a notevoli complicazioni perché se a Milano e Buddusò gli edifici sono nella la stessa zona climatica quindi hanno gli stessi limiti di trasmittanza dal punto di vista normativo attuale, hanno però un comportamento completamente diverso perché gli apporti solari  gratuiti nei mesi invernali che diventano carichi nei mesi estivi presentano valori ben diversi in rapporto alla rispettiva posizione geografica.

Ciò che impareremo a conoscere nei prossimi anni sarà l’edificio di riferimento  che ritroveremo in ogni ambito per la progettazione dell’edificio nuovo, la certificazione, la riqualificazione dell’edificio esistente, la diagnosi energetica. In ogni momento avremo a che fare con l’edificio di riferimento .

L’ edificio di riferimento è la  bella copia del nostro edificio, quello perfettamente a norma, precalcolato come miglior compromesso rispetto al rapporto costi-benefici.

La trasmittanza e il rendimento degli impianti di questo edificio di riferimento saranno quelli che con cui confrontarci per la definizione della classe energetica dell’ edificio reale che andremo a considerare.

In definitiva sarà quello che si userà per le verifiche di progetto sia del nuovo che di riqualificazione dell’esistente, quello che si userà per ottenere le detrazioni fiscali.

Visto che i futuri valori di trasmittanza previsti saranno molto più impegnativi ciò si porterà dietro tutta una serie di conseguenze impiantistiche che renderanno molto importante il controllo della ventilazione.

 

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